italiano

Nel primo anniversario della morte di Giovanni Nadiani

Racconto dell’aldilà

il libro
Hinrich Schepp, sinologo libero docente alla Freie Universität di Berlino, dopo decenni di semicecità, giunto alla soglia dei sessant’anni si sottopone a un intervento agli occhi e inizia a guardare il mondo da una prospettiva completamente diversa, con il desiderio di recuperare quanto pensa di avere perduto fino a quel momento. Comincia così a frequentare, insieme ai suoi dottorandi, una bettola della zona universitaria e qui, un giorno, incrocia lo sguardo di una cameriera slava che porta tatuato sul collo uno dei 64 simboli dell’I Ching, l’antico libro della saggezza cinese di cui è studiosa sua moglie Doro.
Da sempre editor dei testi del marito, Doro s’imbatte nel frattempo in un vecchio manoscritto di Shepp, tentativo rigettato di un romanzo giovanile, che aprirà prospettive inattese sul presente della coppia e soprattutto sulla vita di Hinrich, impegnato a fare i conti con un plico di appunti lasciati sulla scrivania dalla moglie e con un freddo, scuro lago in cui, secondo Doro, chi è appena morto deve andare per morire una seconda volta.
In un romanzo struggente e ironico, Matthias Politycki spalanca ai lettori l’abisso dell’infedeltà coniugale e mostra come l’idea della morte possa mettere in dubbio anche le più solide certezze amorose.

l’autore
Matthias Politycki è nato a Karlsruhe nel 1955 e vive tra Amburgo e Monaco. Considerato in Germania uno degli autori più significativi della sua generazione, dopo aver debuttato a metà degli anni Ottanta con un voluminoso romanzo e una raccolta di versi sperimentali di taglio metaletterario, è arrivato a un clamoroso successo di critica e di pubblico alla fine degli anni Novanta con i corposi romanzi Weiberroman [Romanzo di femmine] e Ein Mann von vierzig Jahren [Un uomo di quarant’anni], in cui fonde forti esigenze estetiche e leggibilità, riconfermato dai romanzi più recenti Herr der Hörner [Signore delle corna, 2005] e In 180 Tagen um die Welt [In 180 giorni attorno al mondo, 2008].
Alla sua notorietà ha contribuito anche un’intensa e discussa attività saggistica militante svolta sui principali organi di informazione e di polemista radio-televisivo.

Terzine sull’immortalità

Terzine sull’immortalità
August Wischenbart, 53, degente in un hospice,
getta uno sguardo sul futuro

Se guardo alla classifica, ho timore
per i miei ragazzi, a cinque giornate dalla fine
ancora in zona retrocessione! Fatali remore

in campo – e non c’è proprio termine
all’indecisione su quale legionario extracomunitario
potrebbe segnare per la nostra squadra infine.

Mi scordo sempre i nomi e non ho più onorario
per il lamento dell’allenatore – mi ha stancato!
A ogni sconfitta stessa gnola per un brutto anniversario.

A me però il posto in classifica sacrosanto è sempre stato.
Da quando a fatica ho imparato a leggere
mi studio calmO la Gazzetta a inizio Campionato,

(fin al fischio finale su questo non mi va di transigere,
la tabella con le squadre l’appendo al muro,
chiunque può vederla, l’ultimo avversario da temere

in un mondo niente affatto puro
gli stemmi delle squadre al loro posto
giusto pegno di una settimana finché il gioco si fa duro…

Basta! Amen! Questo è un gioco tosto
mica per donnette. E poi sul finale di stagione!
Ne va di tutto l’anno, a ogni costo,

non si perdona niente, nessun’azione
lo dice lo sguardo alla verità della tabella
ormai è risolta la più piccola questione

su chi retrocede, chi si salva con la bella.
Mi dispiace solo che stavolta non vedrò
coi miei occhi il risultato, chiuso in questa cella

che solo ancora mi concede le tre partite che farò,
stando all’infermiere, prima dell’ultima espulsione!
E la squadra si salverà? Andrà giù? Dei ragazzi nulla più saprò.

Non sapere ciò fino al giorno del giudizio, cazzo, che delusione!

Tuttavia

Ancora questo

Assaggio

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